L'importanza della postura

Leggi anche Postura, quali dolori e perché

Ho scritto questo articolo nel 2003 sul mio sito www.bodybuildingrealista.it e cosa posso dire oggi quasi quindici anni dopo?

Incredibilmente mi sento di confermare gran parte di quanto avevo affermato! E questo non per presunzione o per bravura, semplicemente perché le situazioni sono rimaste immutate nonostante gli anni e le sempre nuove mode nell’allenamento.

Quindici anni fa parlavo di leg extension come esercizio alternativo al potenzialmente più pericoloso squat in soggetto “patologico” e tale affermazione non creava particolare dissenso poiché la moda erano le macchine da bodybuilding e nessuno usava i callisthenics che tanto vanno di moda oggi. Ancora posso affermare che fui tra i primi Personal Trainer a pubblicare sul mio sopracitato sito web una rassegna di esercizi callistenici quando NESSUNO ne parlava e l’allenamento funzionale e il crossfit non esistevano.

Oggi invece che i guru del fitness sono tutti prostrati al vangelo dell’allenamento funzionale e del crossfit, affermare che eseguire leg extension piuttosto che squat sia una scelta consigliabile per un soggetto “patologico” suona come una bestemmia. Parlare di postura ribadisco oggi come allora, non vuol dire parlare di estetica del bel portamento, vuol dire parlare di assetto muscolo scheletrico del soggetto. Parlare di postura oggi, vuol dire ancora più di quindici anni fa, affermare quanto essa sia importante come fondamento preliminare e conseguente ad ogni azione umana. Gli esercizi e i metodi di allenamento vengono dopo e solo in funzione dell’utilità e delle possibilità.

La postura è l’aspetto fondamentale e prioritario da considerare quando si parla di benessere, salute ed efficienza di una persona. Qualunque persona che faccia o non faccia sport, che sia un atleta o una persona che vuole semplicemente salire una rampa di scale, se ha una postura scorretta, avrà dei problemi conseguenti. E’ come posizionare un tavolo su un terreno sconnesso, il tavolo non spiana e balla, se carichiamo il tavolo tenderà a curvarsi o rompersi in alcuni punti, eccetera.

Non si scappa da questo assunto. Vi posso citare non solo innumerevoli casi di gente più o meno comune, ma anche casi di campioni sportivi di eccellenza: uno per tutti Usain Bolt. Questo uomo che è la dimostrazione vivente della potenza e della velocità con un fisico e delle prestazioni strabilianti, ha problemi posturali derivanti da una severa scoliosi. Ebbene fino a quando non li ha individuati e correttamente curati non solo non vinceva più gare ma si infortunava continuamente rischiando lesioni croniche invalidanti.

Nel 2003 scrissi : “un assetto generale problematico ha ripercussioni su tutti i movimenti che vengono eseguiti e in particolare su quelli ricadenti nell'area posturale debole. In tal modo un esercizio concepito per lavorare determinati muscoli, con un assetto sbagliato non li fa lavorare o li recluta parzialmente e acuisce il disequilibrio dell'assetto generale”.

Oggi dico che quanto sopra definiva l’efficacia dell’esercizio ma non evidenziava adeguatamente l’esito negativo sulle strutture muscolari, tendinee ed ossee. In altre parole oggi posso anche essere preoccupato che il mio pettorale non si sia sviluppato in questi quindici anni, ma sicuramente sono molto preoccupato perché l’allenamento effettuato con una postura problematica ha infiammato, logorato e danneggiato le mie strutture muscolari, tendinee ed ossee in maniera che ho dolori e limitazioni motorie.

Perciò oggi con la saggezza aumentata da quindici anni in più di esperienza qual è il messaggio?


1) Oggi come allora la prima cosa resta sempre un esame posturale per valutare gli eventuali scompensi.
2) Oggi più di allora in funzione dell’esame posturale, occorre valutare quali sono gli obbiettivi possibili e quelli sconsigliati o da evitare fino a remissione della patologia.
3) Oggi è fondamentale dedicarsi costantemente ad un programma di riequilibrio posturale.

Sono tre punti semplici, come quasi sempre sono semplici le cose essenziali cha vanno fatte! Non cercate alternative inutili e scorciatoie altrettanto inutili e costose. Un farmaco può allievare il dolore per un periodo ma il problema resta e col tempo si acuisce. Acuisce sia perché invecchiamo, acuisce sia perché non riconoscendo il problema continuiamo ad operare nello stesso modo. Non ho conosciuto finora nessuno che sia arrivato ad avere problemi funzionali senza che abbia avuto a monte un problema posturale.

Se Tizio X praticando la corsa da anni è arrivato ad avere problemi alle ginocchia, bisognerebbe per prima cosa rispondere alla domanda perché? Invece si cercano soluzioni tampone anche costose, come nuove scarpe, solette speciali, farmaci antidolorifici, pomate e cerotti trasnsdermici, sedute di laser-magneto-tecar terapia, eccetera. E si continua a correre sempre peggio e con maggiore dolore. E c’è anche chi per continuare a voler correre si lesiona a tal punto da arrivare a camminare con difficoltà. N.B. non me ne vogliano i corridori, è un esempio che vale per qualunque sport: nuoto, sollevamento pesi, tennis, calcio, pallavolo, canoa, equitazione, …………..

Una analisi posturale invece svelerebbe che Tizio X ha sempre avuto il piede leggermente piatto il quale con l’età e l’attività sportiva ha causato una serie di invitabili compensazioni su altre strutture, arrivando a produrre dolore e lesioni alle ginocchia. Da questa analisi che spiega il “perché” Tizio X decide di accantonare fino a remissione del dolore la corsa e di dedicarsi ad un programma costante e giornaliero di riequilibrio posturale. Dopo un paio di mesi di lavoro posturale Tizio X non solo ha risolto i dolori alle ginocchia ma riprovando a correre si ritrova con un assetto su strada nuovo che lo fa sentire in gran forma nonostante non abbia più corso da due mesi.

Capito il messaggio? Consapevolezza e azione e ovviamente io come personal trainer!

Gallery

-->